fine dell’anno scolastico tra ricordi ed emozioni

19 Giugno 2008 Nessun commento

È terminato l’anno scolastico. Stavo per scrivere “è finita” ma non è così. È soltanto un momento di passaggio da un’esperienza a un’altra. Un passaggio per gli alunni che lasciano la scuola elementare per affrontare l’ingresso in un altro grado di istruzione e continuare gli studi. Un passaggio per i maestri che rimangono alla scuola elementare ma dovranno ricominciare con altri alunni. Ma il distacco è stato comunque, e come sempre, carico di emotività sia per i ragazzi che per gli insegnanti, sottolineato da qualche lacrimuccia e da tanta commozione. Non poteva che essere così dopo cinque anni durante i quali si sono imparate tante cose, ma soprattutto si è imparato a vivere insieme stabilendo rapporti di fiducia, di amicizia, di comprensione e di complicità. Questo non vuol dire nascondere i momenti difficili, le monellerie e le sgridate, anche le punizioni, che pure ci sono state, qualche volta rendendo pesante il clima della classe. Ma anche questo fa parte della scuola e anche gli episodi spiacevoli aiutano a crescere e a confrontarsi per imparare a vivere nella collettività e domani nella società sapendo rispettare le regole della convivenza. Così spesso si è costretti a fare la faccia brutta e arrabbiata, che nasconde però sempre il cuore buono, sapendo che si fa per il bene degli alunni. Sono gli stessi alunni, man mano che crescono ed imparano a conoscerti, ad accorgersi delle diverse situazioni, a sapersi regolare e a sapere quando è il momento di scherzare e a capirti se sei veramente arrabbiato o se poi risolvi la situazione con un sorriso o una parola buttata lì per sdrammatizzare. Insomma si diventa una famiglia allargata. E come nelle famiglie anche a scuola ci sono tante soddisfazioni che riempiono la vita e fanno pensare che fare il maestro è la professione più bella e non è solo una professione. Vedere i bambini crescere, imparare, maturare, vedere i cambiamenti e la formazione di un carattere e di un giudizio critico fa pensare che un po’ di merito è anche dei maestri, sicuramente è una grande responsabilità. Per questo anche un piccolo progresso nella conquista delle conoscenze da parte di ciascun alunno ti gratifica degli sforzi. E poi ci sono le esperienze che si ricorderanno sempre: a volte piccoli fatti insignificanti, altre volte avvenimenti importanti. Sarebbe lungo ricordare tutte le esperienze di cinque anni, positive e negative. Ma alla fine anche nei ragazzi a prevalere saranno i ricordi positivi: le attività e i giochi in palestra, le canzoni e le recite, i rientri pomeridiani per le diverse attività e i laboratori, le uscite e i viaggi. Tutti i viaggi di istruzione sono importanti, ma quello di quest’anno è stato particolarmente atteso dagli alunni per l’esperienza nuova di stare una notte fuori casa insieme ai compagni. Una esperienza unica e irripetibile a quest’età. Certo la preoccupazione della mamme è sempre tanta e la responsabilità per i maestri ancora più grande. Ma vedere l’entusiasmo degli alunni e il loro comportamento responsabile sono la più grande ricompensa. Un altro momento che gli alunni non dimenticheranno saranno le attività nell’aula di informatica con questa esperienza nuova del blog per ciascuna delle tre quinte. Tutti hanno imparato l’uso del computer e a fare le ricerche su internet (anche di giochi, di scherzi, di personaggi dei cartoni, perché no! Si impara anche così, spinti dall’interesse e dalla curiosità) . Poi, un po’ per caso un po’ per necessità, ho voluto sperimentare questa forma di comunicazione, quasi un ampliamento tecnologico del giornalino scolastico. Sempre in gara con il tempo a disposizione e con il numero ridotto di postazioni, gli alunni hanno imparato presto e ora si sanno destreggiare con l’inserimento di testi personali, ricerche e fotografie. I blog sono stati visitati e apprezzati in rete con commenti positivi. Spero che tanti alunni riprendano personalmente questa esperienza e qualcuno ha già detto che si farà il proprio blog. I blog delle classi rimarranno aperti al contributo degli alunni per tutta l’estate se avranno tempo, voglia e possibilità di farlo. Poi sarà chiuso, perché rimanga come ricordo e testimonianza di un anno scolastico. Agli alunni voglio raccomandare ancora di impegnarsi sempre con buona volontà in tutte le cose che fanno, sia a scuola che nella vita, a saper rispettare gli impegni presi, ad avere sempre un rapporto positivo con gli altri. “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa” fa dire Dante a Virgilio nel III canto dell’Inferno. Lo stesso suggerimento posso dare ai ragazzi: lavorare e impegnarsi per migliorarsi sempre, ascoltando le critiche che aiutano a crescere e lasciando da parte quelle dettate dall’invidia. Un ultimo cenno all’attività dei laboratori di lingua e cultura sarda, che hanno visto la partecipazione di molti alunni al di là di quanto previsto. Gli argomenti trattati sono stati raccolti in un calendario che comincia con il prossimo mese di settembre e potrà utilizzato nel prossimo anno scolastico. Vi si ritrovano usanze e tradizioni sarde riferite ai momenti della vita, argomenti che  hanno molto interessato i ragazzi, che hanno fatto ricerche e raccolto testimonianze dirette. Il calendario può essere scaricato cliccando qui e liberamente stampato; da qui invece potete scaricare il giornalino. E questi gli indirizzi dei blog

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Il Blog a scuola

12 Dicembre 2007 Nessun commento

Gioco Sport ad Arbus

10 Maggio 2007 Nessun commento


Il sole in alto e il verde intenso in basso hanno fatto da contrasto ai colori delle maglie degli alunni che stamattina hanno partecipato alla manifestazione del Giocosport allo Stadio Santa Sofia. Gli alunni di 3ª, 4ª e 5ª provenienti da San Gavino, Sanluri e Gonnosfanadiga accolti dai loro coetanei della Scuola Elementare di Piazza San Lussorio si sono cimentati nelle gare prescelte. Si apre con la sfilata di tutte i ragazzi partecipanti sulla pista intorno al campo. Aprono le bandiere, quella nazionale, della Sardegna, della Pace, del Coni. Seguono i gruppi delle scuole: I Bianchi di Sanluri, i rossi di Gonnosfanadiga, gli arancioni di San Gavino e chiudono i padroni di casa con la maglia verde. Ogni gruppo porta l’insegna della Scuola, i cartelli della classe e i cartelloni che i bambini hanno praparato nei giorni precedenti per inneggiare ai valori positivi dello sport.Gli squilli dell’inno nazionale esaltano i bambini, che cantano tutti. Cappelli in aria nel passaggio davanti alle gradinate per raccogliere gli applausi dei genitori presenti. Mancano le autorità a parte l’Assessore Comunale all’Istruzione che si improvvisa nel ruolo di speaker della manifestazione. Mancano all’appello Sindaco, Dirigente Scolastico, Amministratori Provinciali e rappresentanti del Coni. Ma gli alunni non se ne accorgono, a loro interessa solo stare insieme, giocare, sfidare i loro coetanei degli altri paesi e godersi la bella giornata di sole. Dopo la sfilata via alle gare. Ogni classe prende il posto negli spazi assegnati e si comincia. A far da arbitri i ragazzi delle scuole medie. I bambini corrono, si entusiasmano, fanno il tifo, esultano. Tutti uguali in tutti i paesi. Come sempre le bambine sono le più ordinate. Alcuni maschietti nei momenti liberi si azzuffano, rotolano sul prato verde, si rincorrono. É il loro modo innato di socializzare. Ma quando qualcuno esagera bisogna richiamarli. Fine del primo gioco. In mezzo a tanta gente, qualche squadra gioca due/tre volte, qualche altra scuola solo una volta per mancanza di avversari. Qualche bambino si lamenta, altri capiscono che è lo spirito della giornata. Qualche squadra abbandona prima del tempo per andare al gazebo dei panini. Grazie alla collaborazione di molte mamme, presenti anche alla distribuzione, i bambini possono avere panino e acqua. Anche i bambini di quarta che aspettavano di fare l’ultimo gioco si decidono ad avvicinarsi al gazebo. Ma i panini sono finiti: stranamente nessun bambino si lamenta. Erano stati preavvisati di portarsi qualcosa, nel caso fossero mancati. Tutti agli zainetti. Qualche collega premurosa porta un caffè anche al maestro.Al termine del ristoro, ormai l’orologio dice che non c’è più tempo per il gioco successivo. Al microfono l’Assessore annuncia la sfilata di chiusura e le premiazioni. Nuovo canto dell’inno nazionale e cappellini colorati in aria, poi in linea per le premiazioni delle scuole. Fine della mattinata gioiosa dedicata allo sport. Si torna a scuola.

Sono andato a Sant’Efisio!!!!!

3 Maggio 2007 2 commenti

Non ci crederete, ma il 1° di maggio sono andato alla festa di Sant’Efisio. Cosa mi sarà venuto in testa? Ci ho pensato il giorno prima e come sono solito, ciò che mi salta in testa faccio. Ma questa è davvero strana. Sono andato a Sant’Efisio. Ci sono andato solo un’altra volta, forse più di trent’anni fa. E da allora non mi è più venuta voglia o forse non ci ho mai pensato. Quest’anno mi è saltato in testa di nuovo, la stranezza sta nel fatto che io non credo a queste cose ma mi meraviglia che tanta gente sia tanto devota. è il vero spettacolo è la gente. Un pò come la nostra sagra di Sant’Antonio, che per dire che si svolge in un paese non è da meno di Sant’Efisio. Il rito della tradizione che si ripete di anno in anno e che anche chi non crede vuole che sia rispettato scrupolasamente lascia senza parole. Comunque per tornare alla mia presenza a Sant’Efisio: arriviamo a Cagliari intorno alle 10.30. Io, mia moglie e suocera al seguito che in queste occasioni non si fa pregare. La ricerca del parcheggio è un’impresa, ma trovarlo è stato un “miracolo di Sant’Efisio”. Nella pineta di Su siccu, un gruppo di ragazzi ha organizzato un parcheggio, probabilmente abusivo. 5 euro per la custodia tutto il giorno. Da lì camminata fino all’angolo della Rinascente – Piazza Matteoti. Io gironzolo un pò, mentre loro si allontanano. Intravedo qualcuno di Arbus, lo saluto. Poi, imitando gli altri, mi sistemo sopra una transenna che chiudo lo spazio per una telecamera. Conto di rimanere lì. è una buona posizione e vedo tutto. Dal momento che il corteo esce da Piazza Yenne e prosegue per tutto il corso Largo Felice venendo praticamento verso di me. Moglie e suocere inveve vanno avanti sotto le tribute e a poco a poco conquistano una buona posizione e una buona visuale. Il sole picchia, ogni tanto metto gli occhiali da sole. Il corteo è già avviato: le traccas hanno già sfilato. Sfilano i gruppi in costume. Tanti, colorati, originali o meno. Dalla tradizione allo spettacolo per il turismo. La speaker descrive i costumi. ma molti sono improbabili. Come quando dice per un gruppo che il costume femminile rappresenta il vestito da sposa. Come se tutte le donne di un tempo fossero sempre vestite da spose. O come il costume di Sanluri, diverso da tutti gli altri, che rappresanta la divisa di miliziani medievali. Come se tutti gli uomini fossere sempre stati vestiti così. E qui ad Arbus si continua a bisticciare per quale sia il vero costume originale, come se ne esistesse uno. Magari uno si vestiva con ciò che trovava o con ciò che poteva. Mentre penso questo, i costumi continuano a sfilare e ogni tanto faccio qualche foto con il Nokione, sempre seduto sulla transenna che mi porta venti centimetri sopra il pubblico davanti. A un certo punto una signora cerca di arrampicarsi vicino a me. Cerco di aiutarla ma è impossibile, non riesce a salire. Vorrebbe farlo con tutto ciò che ha, buste della spesa comprese. Ci rinuncia! Dopo un pò mi sento dire: “Prenda la bambina in braccio che non vede nulla! Io ho già questo sulla spalle”. Mi giro meravigliato pensando “E io cosa c’entro?”. Mi giro e vedo una signora giovane con gli occhi verdi, che ha a cavalcioni un bambino piccolo e una bambina di tre/quattro anni. Riesco solo a rispondere: “E le foto chi me le fa?”. E lei: ” Le fa dopo!”. Prendo in braccio la bambina e la metto in piedi sopra la transenna e parlo un pò con lei. Si chiama Chiara. Dopo un po’ arriva il padre che le tocca i capelli da dietro e poi se la prende. Io ritorno alla sfilata, preparandomi a fare le inquadrature per quando arriva il cocchio. Poi un’inconveniente. Davanti si piazza un tipo pelato con un parapioggia aperto per ripararsi dal sole. L’ombrello copre tutta la visuale di Largo Carlo Felice. Che faccio? Per un pò sopporto, sperando che al momento del passaggio del cocchio chiuda l’ombrello. Mi sposto un po’ più avanti, ma, niente, la visuale è coperta. Altra gente borbotta vicino a me. A un certo punto non resisto più. Penso: tanto qui nessuno mi conosce. Da lì a pensarlo emetto un urlo all’indirizzo del pelato con l’ombrello: “O grezzu ddu serra su paracqua”. Mi meraviglio di me stesso. Tutti si girano verso di me. Il tipo, avvertito da un vicino, non si scompone. Alza semplicemente l’ombrello. La gente che è dietro può così vedere tra la fila delle teste e la sagoma dell’ombrello. Per me cambia poco. Eh va bene, mi sposto ancora un po’ più in là. Intanto anche due ragazze che nel frattempo si sono guadagnate uno spazio sulla transenna, si lamentano dell’ombrello. Arriva una signora con bambino davanti e una parente non so chi regala un palloncino-pupazzo al bambino. Il palloncino tende verso l’alto. La signora tenta disperatamente ma invano di trattenerlo in basso per non disturbare la visuale di chi c’è dietro. Mi rivolgo alle due ragazze dietro di me: non bastava l’ombrello ci voleva anche il pupazzo gonfiabile. Anche loro si lamentano. Poi una di loro chiede al tizio di chiudere l’ombrello. E finalmente il tipo si rende conto che disturbava e lo chiude. Ohh, visuale aperta. Arrivano i miliziani, l’alter nos ecc. Si intravede il cocchio. Tra il pubblico i commenti si sprecano. E non sono commenti di fede. Sul santo, sulla sfilata, sul ritardo, sui costumi, e un pò su tutto ciò che succede. Mi rendo conto che non tutta la gente è lì per fede. Comunque la sfilata è spettacolare e da non perdere. Il cocchio passa davanti a me e riesco a fare qualche foto. Appena il cocchio gira l’angolo del Municipio, tutto finisce. Gli spettatori sfollano. Tutti si affrettano per trovare un posto per il pranzo. Di mattina ho chiamato i figli per decidere di andare a pranzo insieme. Ma non si decide nulla. Alla fine decidiamo di stare al MacDonald della stazione Arst. Strapieno, con le file ai tavoli. Io occupo un tavolino per due, mentre moglie e suocera sono al banco. Intanto riparlo con Enrico, lo sento ancora assonnato. Mi scongiura di non stare al MacDonald. Ma noi abbiamo fame. Arrivano panini e patatine fritte. A fine panino sollevo la testa. Enrico è davanti a me. Sconsolato perchè siamo lì. Ma ormai è fatta. Dopo lui ci vuole portare in giro per Cagliari. La mia macchina è lontana. Lui ha parcheggiato la panda dietro la stazione, come avrà fatto a trovare uno spazio. Ci porta al bastione. Ci sediamo al chiosco. Caffè e foto. Poi insiste per andare alla Torre dell’Elefante. Ci andiamo. Saliamo solo io e lui. Moglie e suocera aspettano giù. Saliamo le cinque ripide rampate di scale fino in cima. Lo spettacolo di Cagliare è stupendo sotto il sole. Si vede tutta Largo Felice. Tetti e chiese. Di nuovo giù per le scale. Enrico insiste per portarci sul bastione San Remy. Avremo fretta perchè Rossano ci aspetta a casa sua. Niente da fare. Andiamo con Enrico sul bastione al Caffe degli Spiriti. Tutti i camerieri lo salutano. Ci ha lavorato anche lui per diverso tempo. Passeggiata sulla terrazza e birra. Poi sempre in panda a casa di Rossano che ci aspetta. Fine della giornata: Enrico ci accompagna a Su Siccu a prendere la Punto. La visita a Cagliari è finita. Si rientra. è stata una bella giornata. Moglie e suocera sono contente di aver visto Sant’Efisio. La mia serenità si può vedere da ciò che ho scritto. Per chi è arrivato sin qui: grazie.

Corso Informatica

26 Aprile 2007 1 commento


Da qualche settimana nella scuola primaria di Piazza San Lussorio è operativo un corso di formazione sull’Informatica per indirizzato a docenti e personale ATA. Il corso si tiene nel nuovo laboratorio realizzato con finanziamento Pon e operativo da quest’anno scolastico. Al corso, tenuto dal prof. Gigi Pittau, partecipano diversi docenti di scuola primaria e di scuola dell’infanzia e alcuni operatori ATA. Il corso prevede la formazione sull’informatica di base, su navigazione internet, email, realizzazione di siti web e gestione delle reti. Da parte di tutti i corsisti c’è molto interessa e ampia disponibilità ad addentrarsi nel magico mondo dei computer. L’augurio è che il corso possa avere ricadute positive sulla didattica quotidiana, sul lavoro di docenti e personale ATA e in generale per il miglioramento del servizio scuola. Grazie a tutti.

Arbus – Il CIAO nella terra di Bossi – gemellaggio sulla pastorizia

3 Dicembre 2005 1 commento

Ceramiche, coltelli, formaggi e mirto della Sardegna nella patria di Bossi. I prodotti di Arbus e le sue risorse ambientali saranno presenti al seminario sulla pastorizia che si tiene dal 4 al 7 dicembre a Ponte di Legno. L?iniziativa di gemellaggio con la Sardegna, l?Ungheria e la Spagna, è promossa dalla Provincia di Brescia per consolidare un progetto comune sull’attività agrosilvopastorale nelle aree periferiche, che per i suoi contenuti di originalità ha ricevuto il finanziamento dell’Unione Europea. Un progetto ambizioso di gemellaggio tra realtà territoriali distanti ma con elementi peculiari in comune. A rappresentare Arbus e la Sardegna sarà il Consorzio di Imprese Arburese, il CIAO, con la sua presidente Monica Saba, e l?assessore alle Attività Produttive, Mario Vacca. «È una occasione importante per presentare il nostro territorio e le nostre peculiarità – spiega Monica Saba – e un grande passo per me che finora mi ero occupata di agricoltura e ho dovuto approfondire le tematiche legate al turismo». Da domenica a mercoledì, esperti ed autorità di tutta Europa si confronteranno sul ruolo della pastorizia intesa come risorsa per lo sviluppo eco-compatibile di un territorio e strumento di salvaguardia delle culture locali. «Si tratta di un evento di grande portata culturale – ha spiegato l’assessore all’agricoltura della Provincia di Brescia, Sergio Grazioli -. L’obiettivo primario è di creare un momento di discussione e confronto tra i referenti che operano nel settore agrosilvopastorale delle zone periferiche della Provincia di Brescia, la Deputacion de Albacete-la Mancha, la provincia di Bekescsaba-Kòròs in Ungheria, la Provincia di Trento ed il Comune di Arbus in Sardegna. Avvieremo un’opera comune di sensibilizzazione nei confronti di quelle aree decentrate dove la pastorizia assume il ruolo di un vero e proprio baluardo a difesa del territorio». Il CIAO interverrà nel dibattito con una relazione che presenterà un itinerario del territorio, mettendo l?accento su come le bellezze paesaggistiche s?intersecano con le importanti tradizioni dell?agroalimentare e dell?artigianato tipico. Arbus sarà presente con i suoi prodotti tipici e materiale informativo. «Parlerò soprattutto di mare e di miniere e delle risorse ambientali e culturali che dobbiamo imparare a promuovere» annuncia Monica Saba. «Il seminario si concluderà con la firma del documento di gemellaggio – dice l?assessore Vacca – speriamo di continuare il progetto e poter ospitare noi gli altri parteners in primavera».
Salvatore Sanna

Arbus – Rassegna di Presepi del mondo

3 Dicembre 2005 Nessun commento

Una rassegna di Presepi dei Popoli e una mostra di Icone, curata dalla Comunità Popoli Fratelli di Gonnosfanadiga, si tiene domani domenica al Mntegranatico organizzata dalla Pro Loco. Tra i presepi esposti ci sarà un presepe africano con statue lignee della scuola d?arte di Buthare in Ruanda e uno di notevole valore dell?artista Mubaya proveniente dal Congo.
Salvatore Sanna

Arbus – è guerra tra Comune e H3G

3 Dicembre 2005 1 commento

Tra Comune e il gestore di telefonia mobile H3G è ormai scontro aperto che dovrà essere risolto per via legale. L?ultimo atto è quello del Comune che ha affidato l?incarico al suo rappresentante legale per la difesa davanti al Tar Sardegna. Il gestore dei telefonini 3 si era infatti rivolto al Tribunale Amministrativo Regionale contro l?ordinanza del sindaco Raimondo Angius che sospendeva l?installazione dell?antenna Umts. La H3G lamenta anche i danni dovuti alla mancata operatività degli impianti di telefonia mobile di terza generazione, dovuti propria alla sospensiva. Il problema era stato sollevato da un comitato spontaneo di cittadini, dopo che la società telefonica aveva inviato al Comune il 15 novembre 2004 la dichiarazione di inizio attività per l?installazione degli impianti Umts sul terrazzo di una palazzina nel centro abitato. Non appena operai e tecnici avevano iniziato i lavori, con la sistemazione di alcune attrezzzature, i cittadini avevano avviato una petizione contro l?antenna e chiedevano la garanzia di sicurezza per possibili danni da elettrosmog. «Non vogliamo l?antenna in pieno centro, vicino alle nostre case e alle scuole» dicevano. Il comune aveva disposto la sospensione dei lavori e chiesto l?intervento del Presidio Multizonale della Asl n. 8 di Cagliari, che però non poteva fare nessuna misurazione fino a quando gli impianti non fossero funzionanti. La società telefonica ha sempre ribadito l?assenza di qualsiasi radiazione dannosa derivata dagli impianti e in una nota diffidava il Comune stesso per l?illegittimità dell?ordinanza di sospensione. «Il reiterato comportamento ostativo del Comune sta provocando danni ingenti alla società» si lamentava nella nota. Poi davanti alla conferma della validità dell?ordinanza di sospensione ribadita dal Comune, la H3G si è rivolta al Tar.
Salvatore Sanna

Arbus – Strade come trincee

3 Dicembre 2005 Nessun commento

Strade trasformate in trincee, fango che finisce sulle persone e sui muri delle case. Continuano i disagi nella viabilità interna all?abitato. I lavori per la realizzazione della rete del gas sono ancora la causa dello sfascio e adesso ci si è messo anche il maltempo. Dagli scavi malamente ricoperti, la pioggia abbondante di questi giorni ha portato via la terra, lasciando buche profonde dove le auto finiscono inesorabilmente dentro. In altri casi, le buche si sono trasformate in pozzanghere di fango rendendo difficile il transito anche ai pedoni. Da giorni, senza che nessuno intervenga, i punti più critici sono negli incroci e nelle vie strette, come via Porrino e via Senatore Garau. Di cartelli o segnalazioni nemmeno a parlarne e i cittadini continuano a lamentare danni e disagi.
Salvatore Sanna

Arbus – Il Parroco don Zedda trasferito a San Gavino

3 Dicembre 2005 Nessun commento

Valigie pronte per il Parroco di San Sebastiano. Don Giampaolo Zedda a breve dovrà lasciare Arbus per assumere l?incarico di dirigere la parrocchia Santa Chiara di San Gavino. La decisione è stata assunta dal Vescovo della Diocesi Ales-Terralba, monsignor Giovanni Dettori. Il vescovo lunedì sera ha incontrato i sacerdoti di Arbus e con loro ha concelebrato la messa. Al termine della funzione religiosa, ha comunicato ai fedeli il nuovo incarico e la nuova destinazione per don Zedda. Per tutti è stata una sorpresa e la notizia inaspettata si è diffusa la sera stessa in tutto il paese. Forse inaspettata anche per lo stesso parroco, almeno fino a qualche tempo fa. Ma la situazione di tutta la diocesi e il fatto che la parrocchia Santa Chiara fosse scoperta, ha spinto il vescovo alla decisione che anticipa diverse nomine in altre parrocchie. Fino alla nomina di un nuovo parroco sarà il giovane don Roberto Lai a curare gli affari della Parrocchia San Sebastiano. Don Zedda era ad Arhus dal 1998 e dato che fosse nativo del paese e avesse qui la sua famiglia aveva fatto pensare a molti che qui avrebbe continuato il suo ministero a lungo. «Il vescovo ha il quadro della situazione di tutta la diocesi e ha ritenuto giusto assumere questa decisione – dice don Zedda – d?altra parte il mio primo pensiero è la Chiesa e tutto il resto viene dopo». Il parroco assumerà il nuovo incarico a San Gavino prima delle prossime festività natalizie.
Salvatore Sanna